Industriale

L’utilizzo industriale della canapa va di pari passo con il progresso dell’umanità sin dagli albori della civiltà: il primo manufatto in canapa risale ad oltre 9000 anni fa.

Oltre agli usi industriali che già quasi tutti conoscono (alimentare, cosmetico e tessile), la canapa può essere sfruttata per altri innumerevoli scopi, possiamo tranquillamente parlare di migliaia.mattone

Quello probabilmente più famoso ed il quale sta riscuotendo molto successo è l’impiego nella bio-edilizia: l’utilizzo di materie prime naturali acquista un ruolo fondamentale in edilizia, per il benessere dell’ambiente e dell’uomo, dando innumerevoli benefici in termini di salute ed economici a chi abita la casa. La canapa, utilizzata insieme alla calce, può essere impiegata per la costruzione di murature portanti o divisorie, per isolamenti termici nei sottotetti o cappotti delle pareti, per la realizzazione di termo-intonaci per esterno ed interno, per la creazione di pitture murali o sottofondi per la pavimentazione. La sua caratteristica principale è quella di essere un ottimo materiale naturale isolante ma allo stesso tempo regolatore dell’umidità e traspirante, oltre ad essere inattacabile da muffe e batteri è anche ignifugo. Ne comporta un benessere eccezionale dovuto ad un’ottima regolazione della temperatura e dell’umidità ed un notevole risparmio energetico, benefico sia all’ambiente che al portafoglio.

Con i fusti pressati si possono realizzare anche delle tavole in sostituzione del legno, robuste, leggere e flessibili.

Adichiarazioneindipendenzaltro uso rinomato ma purtroppo poco sfruttato è l’impiego della fibra di canapa per la produzione di carta: è pochissima la carta di canapa nel mondo, nonostante un ettaro di canapa (cresciuto in pochi mesi) produca la stessa cellulosa di 4 ettari di foresta (cresciuta in molti anni). Altro vantaggio, non da poco, è l’assenza di utilizzo di acidi e prodotti chimici, usati invece per il legno, in quanto la canapa ha una percentuale inferiore di lignina e la carta viene ottenuta dalla fibra, già di colore bianco e subito stampabile. Fino alla fine del XIX secolo quasi la totalità della carta prodotta era in fibra di canapa: ci sono illustri opere a testimonianza di questo come ad esempio la bibbia di Gutenberg, le opere di Dumas, Hugo, Mark Twain ecc. oltre alla dichiarazione di indipendenza americana. Le tele dei pittori erano quasi sempre in canapa.

Le bio-plastiche sono già una realtà, anche se poco utilizzate. Dalla cellulosa di canapa si può ottenere materiale plastico completamente biodegradabile, più resistente e poco inquinante sia in fase di produzione che di smaltimento. Attualmente è impiegata per la produzione di alcune componenti di automobili come BMW, Ford, Mercedes ecc. ma è assolutamente necessario ricordare la Hemp Body Car, auto costruita con bioblastica di canapa ed alimentata con etanolo di canapa da Henry Ford nel 1941 e del quale è possibile trovare ancora dei video che mostrano lo stesso Ford che la presenta.

L’olio di canapa è stato utilizzato come combustibile fino alla metà del 1800, per alimentare le lampade, sostituito

hempcar

poi dall’olio di balena prima e petrolio dopo. Adesso potrebbe diventare un ottimo biodiesel, sostituibile agli attuali gasoli e ci sono in corso molti studi a riguardo.

Questi utilizzi, ed altri attualmente in fase di studio e sperimentazione (come ad esempio l’utilizzo in nano-tecnologie), porterebbero benefici all’ambiente in quanto si tratterebbe sempre di materiali biodegradabili e non inquinanti, ma anche perché la canapa assorbe più CO2 degli alberi, cresce senza l’uso di pesticidi, con poca acqua, inoltre attiva un processo di fitobotanica, migliorando la qualità del terreno (a Taranto e nella terra dei fuochi ci sono esperimenti in corso di bonifica dei terreni con la canapa) e funzionando da diserbante naturale.

Utilizzando la canapa si potrebbe ridurre la deforestazione e l’utilizzo di fonti fossili, altamente inquinanti sia in fase di produzione che di smaltimento e ripristinare un filiera produttiva altamente sostenibile, partendo dai campi per arrivare ai consumatori.