Tessile

 

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La coltura della canapa per usi tessili ha un’antica tradizione in Italia, strettamente legata all’espansione delle Repubbliche Marinare, che utilizzavano questa pianta per le corde e le vele delle proprie flotte da guerra. In età moderna l’Italia, grazie alla qualità delle sue canape, divenne il secondo produttore mondiale per quantità ed il primo per qualità, nonché primo fornitore della marina Britannica. Questo primato lo tenne fino alla prima metà del secolo scorso, quando l’avvento delle industrie petrolchimica e farmaceutica ne decretò un veloce declino, tramite una scellerata campagna di demonizzazione partita dagli Stati Uniti e diffusasi in tutto il mondo.

 

Le principali caratteristiche della fibra tessile di canapa sono l’elevata capacità termoisolante e traspirante, che la rende adatta sia d’inverno che d’estate e la sua resistenza all’usura ed agli strappi. Inoltre i tessuti in canapa sono anallergici e antisettici, riflettono i raggi ultravioletti e non assorbono odori.

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Fino ad oggi la fibra di canapa veniva impiegata principalmente per la produzione di corde, sacchi e tele. La moderna tecnologia permette invece di lavorare la fibra ottenendo finezze maggiori anche delle fibre di lino, dando origine a tessuti morbidi, resistenti e confortevoli adatti all’abbigliamento.

 

 

 

Dato che le coltivazioni di cotone sono responsabili di circa il 25% dell’uso di pesticidi a livello mondiale con il conseguente inquinamento dei terreni e delle falde acquifere ed essendo la fibra di canapa di qualità nettamente superiore a quella del cotone, si dovrebbe sostituire quasi interamente la coltura di cotone con quella di canapa, con un impatto per l’ambiente decisamente più vantaggioso.